STORIE DI DONNE E MAMME

In ogni testimonianza, il coraggio di scegliere la vita e di chiedere aiuto

In questa pagina diamo voce a chi ha incrociato il cammino del CAV di Udine. Sono storie di dubbi, di fatiche, ma anche di rinascite e di grandi gioie.
Le pubblichiamo per ringraziare queste donne della loro generosità e per dire a chi è in difficoltà: noi ci siamo.

Ho scelto la vita nonostante mi fossi trovata in un mare di circostanze in cui, a tratti, l’immensità delle onde mi era parsa troppo alta da superare. Grazie ad alcuni operatori e operatrici ho potuto sperimentare l’amore di un figlio. Al CAV ho trovato accompagnamento che è supporto morale, mentale e pure materiale. L’affetto e la vicinanza di cui una giovane donna, come lo ero io allora, necessitava in un momento così delicato. Ho ricevuto aiuto in tutti i modi possibili e sono ancora oggi colpita dall’amore e dall’attenzione ricevuta. Nel tempo sono diventata mamma altre volte e anche in questo caso l’aiuto dell’associazione è stato immenso. Non ti fanno mai sentire sola e la rete di volontari ti supporta pure nella ricerca di stabilità, una volta diventata madre. Ringrazio dal profondo del mio cuore ogni componente, per come sono stata accolta e per come si sono presi cura di me. Sono sicura – e la mia storia lo testimonia – che percepire attorno il forte calore umano e il supporto dei volontari dell’associazione aiuti le donne a non cedere sotto il peso di paure innate e alimentate da situazioni difficili, a volte conseguenze di relazioni complicate o immature all’accoglienza di un bimbo. Grazie al CAV ho avuto la possibilità di diventare mamma nonostante le difficoltà, accogliendo con gioia il diritto alla vita di mio figlio.

Quando l’ho scoperto è stato il giorno più felice della mia vita, ma non è andata come speravo. Di fronte a questa situazione ho sentito pochissime persone al mio fianco e ho capito su chi posso davvero contare. Mi hanno dato tutto il supporto possibile, ma l’appoggio e il sostegno di cui sentivo di aver bisogno in quel momento era anche quello della mia famiglia che, purtroppo, non ho avuto. Quando ho visto il suo cuoricino battere sul monitor mi sono scese le lacrime, perché sapevo che dovevo lasciarlo andare. Purtroppo ho pensato a quello che volevano gli altri e non a quello che volevo io. È stato lo sbaglio più grande. Ho scelto comunque di interrompere la gravidanza. Prima dell’intervento facevo finta di essere tranquilla, di stare bene e non pensare a ciò che stavo per fare, ma la paura, invece, è stata grande. Volevo solo gridare e scappare via da lì con il mio bambino. Poi, il risveglio dall’anestesia: ero confusa, ma appena compreso quello che era successo ho iniziato a piangere.
Non vedo più colori intorno a me. Ogni giorno quando al mattino apro gli occhi vedo solo il bianco e il nero, come se vivessi in un limbo, da sola. Non ho mai amato nessuno come ho sentito di amare quel bambino. Volevo solo il meglio. Sentivo che dovevo proteggerlo, ma solo ora capisco che il modo migliore per farlo era non ucciderlo. Il mio unico desiderio sarebbe poter tornare indietro e portare a termine la gravidanza. Il dolore che provo per la perdita di mio figlio è indescrivibile, mi accompagna ogni giorno. Mi fa impazzire perché so di non aver fatto abbastanza. Ho ucciso la persona più importante della mia vita.
Il CAV mi è sempre stato vicino e mi sta aiutando anche ora ma spesso mi chiedo se quello che vivo è la realtà o se invece si tratta solo di un incubo.

Per me Casa San Giuseppe è avere la pace nella mente. È come essere sotto il tetto di Dio.

Cara Elisa ti ringrazio per averci accolti, coccolati e accompagnati nel nostro percorso. Benedico sempre il nostro incontro e te. Ti sono grata e sempre lo sarò. Grazie per i tuoi sguardi amorevoli, per le tue mani accoglienti e per le tue parole di consolazione. Anche quando io e il mio bambino siamo stati separati.

Sono bravissimi! Soprattutto l’ostetrica Valentina, ma anche tutti gli altri professionisti e le volontarie. E sempre disponibili 7 giorni su 7: se tu hai una preoccupazione o un dubbio, sai a chi rivolgerti!
Me ne aveva parlato mia sorella, lei aveva trovato un aiuto importante e per me è stato lo stesso. Non tanto per il supporto economico o dato attraverso i medicinali e i vestitini, quanto per l’aiuto emotivo. Si tratta della prima figlia e i dubbi sono sempre tanti!